Libro - Comunicazione deviante. Gorilla ammaestrati e strategie di comando nella nuova catena del valore

Libro - Comunicazione deviante. Gorilla ammaestrati e strategie di comando nella nuova catena del valore
Ho curato l'impaginazione e la copertina per il libro "Comunicazione deviante. Gorilla ammaestrati e strategie di comando nella nuova catena del valore" di Luciano Vasapollo e Rita Martufi, per la collana theoretikà di Edizioni Efesto.
Categoria
Stampa
Cliente
Edizioni Efesto, Roma
Periodo
Gennaio 2018
Caratteristiche
344 pagine, brossura, carta avoriata, copertina su carta acquerello avorio
Sinossi
Siamo in una nuova rivoluzione industriale nella quale si massifica la sfera dei servizi e delle tecnologie dell’informazione e le comunicazioni raggiungono livelli mai conosciuti nelle grandi nazioni capitaliste. L’attuale fase di mondializzazione dello sviluppo capitalistico si caratterizza per l’uso intensivo della scienza e della tecnologia nella produzione, a un livello qualitativamente e quantitativamente nuovo rispetto al passato, e per un’implementazione della conoscenza come fattore produttivo fondamentale, come elemento di vantaggio competitivo, con la messa diretta a produzione della comunicazione, dove si attuano e sperimentano nuove modalità per “ammaestrare il gorilla” – per usare la terminologia di Gramsci, mutuata proprio da Taylor – ovvero per costruire un lavoratore produttivamente e ideologicamente subalterno agli interessi della ristrutturazione capitalistica; il tutto nel tentativo di risolvere la crisi globale in una nuova e più feroce dimensione del conflitto di classe, nel dispiegarsi delle modalità della guerra capitalista, militare, economica, sociale, psicologica, massmediatica.
Questo libro descrive un’invasione… In una parola: lo scopo sovraordinato e irresistibile che subordina a sé tutte le attività di una comunità umana può essere imposto non agendo sugli individui, ma essenzialmente dentro di essi. Non si tratta di semplice influenza culturale, propaganda, indottrinamento (c’è anche questo, s’intende. Il nuovo potere si sovrappone agli altri, non li abolisce). La “comunicazione deviante”, ciò che devia: letteralmente, che fa uscire tutto un complesso di attività umane dal loro decorso consueto, e le porta a un altro traguardo, è questa azione - più efficace e pervasiva del comando militare (anche se non lo abolisce e si accoppia a lui dove il potere lo scelga). Essa interviene sulle sorgenti di ogni raffigurazione di realtà e di sé stessi negli individui medesimi. Gli Autori non dicono se questa ambiziosissima impresa possa riuscire. Saggiamente, si limitano a descrivere aspetti essenziali del suo modus operandi.
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