Libro - Antichi versi contadini. L'agricoltura nella poesia dialettale di Placido Cavallaro (1784-1866)

Libro - Antichi versi contadini. L'agricoltura nella poesia dialettale di Placido Cavallaro (1784-1866)
Ho curato l'impaginazione e la copertina per il libro "Antichi versi contadini. L'agricoltura nella poesia dialettale di Placido Cavallaro (1784-1866)" di Alfio Grasso, per la casa editrice Nero su Bianco.
Categoria
Stampa
Cliente
Nero su Bianco, Biancavilla (CT)
Periodo
Ottobre 2018
Caratteristiche
120 pagine, brossura, carta avoriata 100gr, copertina su carta patinata opaca
Sinossi
Sono versi dialettali ispirati dal duro lavoro nei campi con l’aratro o col tridenti, quelli di Placido Cavallaro, poeta-contadino vissuto a Biancavilla, alle falde dell’Etna, tra il Settecento e l’Ottocento. Componimenti che ci tramandano una esaltazione dell’agricoltura come “arte pulita e duci”, di cui Cavallaro si considerava un maestro. E per questo, nonostante l’analfabetismo, consapevole e responsabile del ruolo di tramandare usi e tradizioni, seppur aperto al progresso della tecnica e della scienza in un settore economico che aveva raggiunto una certa rilevanza nello Stato borbonico. Dalla mietitura del grano alla coltivazione degli ulivi e della vigna: è il mondo rurale di Cavallaro, analizzato in queste pagine da Alfio Grasso con puntigliosi riferimenti storici, socio-economici e letterari. Col suo dialetto verseggiato, con quella libertà di espressioni, figure e atteggiamenti, con quegli impeti di abbandono, di follie e di pittoresco, Cavallaro ci seduce e ci immerge in un mondo surreale. La sua poesia, in un passato non lontano, correva sulla bocca di tutti. Era ed è poesia degli umili. Un lascito prezioso per la cultura siciliana.
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