Libro - Elmetti e gessetti. Un fante. Un diario. Un rifugio.

Libro - Elmetti e gessetti. Un fante. Un diario. Un rifugio.
Ho curato l'impaginazione e la copertina per il libro "Elmetti e gessetti. Un fante. Un diario. Un rifugio." di Alessandro Montalto, per la casa editrice Edizioni Efesto di Roma.
Categoria
Stampa
Cliente
Edizioni Efesto, Roma
Periodo
Settembre 2018
Caratteristiche
416 pagine, brossura, carta usomano avoriata, copertina su carta patinata opaca
Sinossi
L’autore vuol dispiegare, anche al lettore non sedotto dalla storia del Novecento, fogge e venature tanto della Prima Guerra Mondiale quanto della natura umana. Come fosse, questa, sussultante al di là del conflitto. Quasi senza un tempo definito e senza uno spazio circoscritto. La figura dell’infermiera volontaria attraverso un diario. Una battaglia. La riabilitazione dei mutilati nei Comitati creati all’uopo. L’arte come panacea per un animo e un corpo straziati dai combattimenti. La meretrice di guerra in un’epistola. Di capitolo in capitolo, delle vite s’intessono. L’atterramento dà il varco all’innalzamento. Nei Comitati, scienza e carità s’intrecciano. Arte e introspezione si liquefanno in un tutt’uno inscindibile. Di foglio in foglio, v’è un personaggio senz’alcuna popolarità e realmente esistito che come una meteora, un fuggevole luccichio fende ora da spettatore ora da attore sia la storia a noi pervenuta sia una storia da noi non conosciuta. La sua storia. Una piccola storia nella grande storia. Una piccola guerra interiore in una Grande Guerra. Un mutilato, combattente in un primo tempo e rieducato e riscattato in un secondo, quando al compiersi delle ostilità quasi tutto scarseggiava tranne la tenace volontà dell’esistere ancora e nonostante tutto. Episodi e testimonianze tramandate, scritti poco noti, documenti estratti dalla polvere e dall’oblio degli archivi e ancora diari e lettere, giornali e manifesti, opere d’arte e tant’altro, hanno scortato il sentire dell’autore dall’ingiallimento del tempo alla nitidezza dello schermo. Edito e inedito, ricostruzione biografica, purificazione individuale e unanime catarsi, sono stati fusi. Vite come in un muto cinematografo. Pochi dialoghi. Scene, cornici e scenari che s’avvicendano in una poliedrica multiforme progressione. Ora un fuoripista e ora un rimbalzo narrativo. Dal bianco e nero dello scorrere delle pagine, tinte e tinture, zampilli e screziature di vitalità colorano quando ogni cosa par esser spacciata. Una commemorazione, dunque e soprattutto, eguale all’elevazione di una lapide, come fu nei Sacrari che inghirlandano l’umano universo.
Lavoro visualizzato 16 volte.